Sampdoria – Fiorentina 1-5. Una storia di serietà e investimenti.

” …se qualcuno di veramente affidabile dovesse bussare alla porta lo starò ad ascoltare. È successo pochissimo tempo fa, quando mi ha contattato con grandissima discrezione un imprenditore italiano…

…ha immediatamente dimostrato serietà, concretezza e determinazione nel voler trattare la possibilità di acquistare la Sampdoria…

…mi ha anche convinto che farà bene…

… sarà lui che vi dirà chi è e perché ha voluto investire nel calcio e in particolare in una società bella come la Sampdoria…” (il video comincia nel momento esatto di queste dichiarazioni)

Ancora una volta ci sentiamo in dovere di scrivere per difendere la Sampdoria, la nostra Sampdoria.

E lo facciamo cominciando da quelle dichiarazioni fatte alla presentazione di Massimo Ferrero, che oggi suonano (lo ha detto la cronaca, non lo diciamo noi, che siamo semplici tifosi) come una bugia.

Quale discrezione ? Quale serietà ? Quale concretezza ? Quali investimenti ?

La cronaca ci ha detto solo di pashmine sulla testa, di una società “regalata”, di nessun investimento se non con le plusvalenze, di guai giudiziari, di rifiuti a cedere la società a Vialli, di fallimenti, di concordati preventivi, di CdA che decadono due giorni prima della delicatissima sfida con la Fiorentina.

Se la nostra Sampdoria si trova in questo marasma sportivo e emotivo, il motivo è uno solo.

La cronaca ci parla di una società allo sfascio, che leva le poche certezze a una squadra messa assieme al risparmio, con una rosa ristretta e giocatori che faticano in serie A (le involuzioni di Colley e Audero, per esempio, sono preoccupanti).

In questa atmosfera di caos, Mr. Ranieri -che stimiamo come uomo e come allenatore, ci teniamo a ribadirlo- non può permettersi il lusso di sbagliare nulla, oggi ha regalato un tempo alla Fiorentina, proponendo Bertolacci in cabina di regia davanti alla difesa, e lo abbiamo pagato a caro prezzo.

Ramirez ha causato un rigore (evitabilissimo) e dallo 0-2 in poi la squadra si è persa, i giocatori non hanno più lottato.

Per il tifoso è avvilente vedere che nessuno corre incontro alla palla, che i giocatori stanno immobili in campo. Sono segnali nefasti, un film già visto.

Così non ci si salva, deve essere chiaro a tutti. Perchè giocando così, risulterà pressochè impossibile metterne tre dietro alla fine del campionato.

Che i giocatori si diano una svegliata, non abbiano paura e scendano in campo tutte le partite per 96 minuti con il coltello tra i denti e il sangue agli occhi e che Garrone, se può, in qualunque modo, intervenga a riportare le certezze nello spogliatoio. E’ il minimo dovuto, se è -come dice- un sampdoriano vero.

Diversamente, così come ha pubblicamente raccontato di filtri, serietà, investimenti e discrezione, allo stesso modo -pubblicamente- si scusi con i tifosi sampdoriani per avere messo la Sampdoria in questa situazione.

La sconfitta non è il peggior fallimento. Non aver tentato è il peggior fallimento (George Edward Woodberry)

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