Crotone – Sampdoria 4-1. Giampaolo, manca la mentalità

Crotone – Sampdoria 4-1

Diciamo subito che sin dal suo arrivo nella famiglia blucerchiata Marco Giampaolo ha dimostrato di essere persona seria e competente.

E diciamo subito che abbiamo sempre riconosciuto e apprezzato queste sue caratteristiche.

Troviamo quindi ai limiti dell’autolesionismo chi, oggi, chiede l’esonero di Giampaolo, un allenatore che sta tenendo nella parte alta della classifica un manipolo (contato) di giovani promettenti e una sfilza di riserve assolutamente non all’altezza della situazione.

Fatta questa doverosa premessa, nella massima obiettività e serenità di dialogo, non possiamo non fare una riflessione sul ruolo di marcia della Sampdoria in trasferta.

Le sconfitte di Benevento, Udine, Bologna e, ieri, Crotone, non possono più essere considerate un caso ma un vero e proprio problema della squadra e, soprattutto, è evidente che non è stato ancora trovato un rimedio.

Per il Mister è un problema di mentalità, come ha ribadito nel dopopartita di Crotone. Per noi il problema è un po’ più complesso. Proviamo a analizzarlo nei suoi vari aspetti.

La società. I programmi sportivi della società sono conosciuti, chiari e dichiarati: autofinanziarsi con la compravendita dei giocatori per cercare di crescere come società e quindi raggiungere dei traguardi sportivi. Essendo un programma all’inizio del suo percorso è evidente che in questo momento un accesso all’Europa League sarebbe forse più un problema che un successo, posto che costringerebbe una società non ancora strutturata e solida a investimenti non sostenibili, con le ovvie conseguenze che tutti possono immaginare.

Prova provata di quanto sopra, il fatto che a gennaio la rosa non è stata rinforzata.

Con Praet, Torreira (sicuri) Linetty e Zapata (probabili) partenti, affrontare un preliminare di Europa League con una squadra-canitiere sarebbe pressochè un suicidio. Al di là delle dichiarazioni di facciata, per la società non è il momento di un accesso alle competizioni europee. Il risultato sportivo ideale, almeno al momento, è un 8°-10° posto. Così è, con buona pace di tutti. E con buona pace di tutti questo si ripercuote sulla mentalità della squadra.

L’allenatore. Giampaolo ha dimostrato, finora, di essere l’allenatore più funzionale al progetto societario di cui sopra: ha ottenuto ottimi risultati sul campo, la Sampdoria è stabilmente nella parte sinistra (alta) della classifica, fa vedere spesso un bel gioco e, soprattutto, ha valorizzato il capitale umano della rosa a sua disposizione, dando alla società la possibilità di crescere economicamente, il tutto levandosi anche qualche soddisfazione sportiva.

Certo, ha palesato anche i suoi limiti, quella granitica convinzione nel voler proporre sempre lo stesso gioco a prescindere dall’avversario che ha davanti e ai momenti. Lo stesso Allegri (uno dei migliori tre allenatori a livello europeo) cambia modulo e giocatori a seconda del periodo di forma della squadra.

Perchè è evidente a tutti che la Sampdoria non è il Barcellona, e quindi non può pretendere di imporre sempre e comunque il suo gioco, ieri a Crotone sarebbe bastato aspettare gli avversari (obbligati a attaccare e senza mezza squadra) stando un po’ più bassi per prenderli in contropiede, invece di subirlo concedendo praterie alle spalle di giocatori in evidente difficoltà.

E qui il secondo limite di Mister Giampaolo, l’insistenza su alcuni giocatori, che poi magari finiscono inesorabilmente in panchina senza motivazione alcuna (almeno agli occhi di noi tifosi) è stato così per Alvarez e Regini, difesi a spada tratta dall’allenatore e poi spariti dai radar, è così per Caprari, Barreto, Sala e Murru, obiettivamente sempre in difficoltà con il modulo di Giampaolo, ma tant’è ostinatamente riproposti (e pagati a caro prezzo).

La mentalità di una squadra non è solo quella dei giocatori, ma anche quella dell’allenatore, e su questo aspetto deve crescere anche Giampaolo. Se vuole diventare un allenatore dal profilo europeo, deve imparare a fare quelle modifiche che nel corso di una stagione fanno la differenza, soprattutto poi se giochi una competizione europea. Perchè oggi, avendo affrontato diversamente le trasferte, avremmo almeno 6-7 punti in più, che permetterebbero ben altri discorsi. E’ questo il vero rammarico dei tifosi: sarebbe bastato davvero poco.

I giocatori. Non sfugge neanche la sufficienza con la quale i nostri giocatori affrontano le trasferte, vere e proprie “scampagnate” sui prati d’Italia, perchè se in alcune partite il modulo non li agevola, è anche vero che se il modulo di Giampaolo viene applicato senza intensità (parola cara al Mister) ecco che la figuraccia è servita, e da ragazzi che ancora non hanno dimostrato nulla non è accettabile.

Sulla mentalità della squadra deve lavorare Giampaolo, ma anche i giocatori stessi devono crescere e maturare.

Perchè se davvero non ci sono più motivazioni se non battere la “big” di turno, ci aspettano due mesi che è meglio passino in fretta.

 

 

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