Di Francesco al veleno sulla Sampdoria

Eusebio Di Francesco, ex allenatore della Sampdoria in questa stagione, ha rilasciato delle dichiarazioni al Corriere dello Sport:

“…sarei già voluto andare via dopo la partita contro il Sassuolo. Ci sono state situazioni che non si sono verificate, acquisti che avrei voluto e che non sono arrivati. La questione della cessione della società non ha aiutato nessuno ad avere serenità nel percorso, già alla seconda partita”.

(clicca qui per l’articolo completo)

Ci sembra che Di Francesco abbia di nuovo perso l’occasione per mostrare un minimo di umiltà e di senso critico.

A leggere le sue dichiarazioni, non si scorge un seppur minimo bagliore di autocritica.

Siamo i primi che, da tempo ormai, indicano in maniera molto obiettiva i limiti di questa società, ma altrettanto obiettivamente Di Francesco dovrebbe ammettere che il suo contributo alla Sampdoria non si è mai visto.

Sicuramente la società non ha effettuato gli acquisti da lui richiesti, questo non fatichiamo a crederlo, ma è altrettanto vero che Di Francesco, come tutti i dipendenti di una azienda (e l’allenatore è dipendente dell’azienda-società sportiva) deve comunque fare il massimo nel suo mestiere.

Per cui, per quanto scontento, avrebbe dovuto quantomeno stare sul livello del suo successore.

Perché il ragionamento di Di Francesco non fila: come spiega allora la migliore posizione in classifica della stessa squadra, guidata da Ranieri ? Di chi è il merito ? visto che secondo lui la società non ne avrebbe, va da sè che, senza dubbio, vanno all’allenatore che lo ha sostituito.

Senza considerare che gli stessi giocatori danno l’idea di giocare per Ranieri, mentre non si può dire lo stesso sotto la gestione Di Francesco.

Dei rumors che lo volevano in rotta con i giocatori non ne vogliamo nemmeno parlare.

Gli auguriamo il meglio per la sua carriera, visto che le ultime due esperienze non sono stati esaltanti.

Sicuramente un po’ di umiltà in più non guasterebbe.

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