La doppia salvezza della Sampdoria

Sampdoria

Il calcio è uno sport, il più amato, e come tutti gli sport prima di tutto insegna valori, etica e morale, ed è proprio da questi valori che passa la vera salvezza di una società sportiva.

“Società” inteso nel senso più ampio del termine, a partire dalla dirigenza fino all’ultimo dei giocatori.

E’ da un mese ormai che assistiamo a partite “vuote”, non tanto sul piano del gioco, perché la rosa c’è (non è inferiore a un’altra decina di squadre quantomeno) ma sono “vuote” per l’atteggiamento mentale che viene messo in campo dai giocatori, i quali si limitano al compitino e non ci mettono quel “qualcosa in più”, quella determinazione, che è alla base dei risultati, nello sport come in tutti gli altri settori della vita.

Il problema è da ricercare a più ampio raggio nell’operazione di ridimensionamento e disinteressamento fatta da Edoardo Garrone ormai 7 anni fa che ci ha regalato una società priva di qualsivoglia credibilità, ambizione, principio etico e sportivo; un esempio su tutti: come può presidente che si maschera con la pashmina della squadra in testa intervenire con credibilità in momenti come questo ?

E’ chiaro che la salvezza della Sampdoria passa da un doppio impegno: prima etico e morale e poi di determinazione sul campo, da parte di tutta la società, dirigenti, allenatore, giocatori, nessuno pensi a contratti, rinnovi e alla prossima squadra, ma tornino a quei valori che sono la base dello sport e facciano quanti più punti possibili, ‘chè gli attuali 32 sono pochi e offensivi pure per loro.

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